Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 290

Lapo Ferrarese

Progresso scientifico e naturalismo nella concezione di Larry Laudan.

ISBN 978-88-7588-226-6, 2018, pp. 208, formato 140x210 mm., Euro 20 – Collana “Il giogo” [83].

In copertina:Disegno di Leonardo da Vinci.

indice - presentazione - autore - sintesi

20,00

Questo volume raccoglie il lungo e complesso lavoro da me svolto, tra il 1996 e il 1998, per la stesura della tesi di laurea su Larry Laudan e la sua concezione epistemologica sul progresso scientifico, discussa nell’aprile del 1998 presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, sotto la preziosa guida della prof.ssa Maria Grazia Sandrini.

All’inizio del 1996 avevo già cominciato a lavorare nel settore della pubblicità (erano i tempi dei primi vagiti del fenomeno Internet, che di lì a poco sarebbe esploso come nuovo media tramite il quale veicolare la pubblicità di prodotti e marchi aziendali); questo faceva sì che, onestamente, la laurea in Filosofia della Scienza rappresentasse per me, in quel momento, poco più che il capitolo finale riguardo al periodo degli studi universitari; studi che comunque, fino all’entrata nel mondo del lavoro, avevo intrapreso con grande passione e interesse.

Tuttavia devo anche dire, con altrettanta sincerità, che da allora la filosofia è sempre rimasta dentro di me, anche quando ho intrapreso scelte professionali (pubblicità prima, editoria in seguito) che mi hanno portato lontano da quel mondo, verso percorsi diversi da quelli che avevo immaginato da studente. Se la si è amata e studiata da giovani, la filosofia rimane comunque parte di noi stessi; come concezione di vita, come letture, come approccio quotidiano.

Devo quindi ringraziare Carmine Fiorillo  di Petite Plaisance per aver letto, apprezzato e deciso di pubblicare le mie fatiche universitarie e, a distanza di vent’anni, averle riportate a nuova luce dal fatidico cassetto in cui erano state riposte.

Spero che il mio lavoro su Laudan possa trasmettere ai lettori di Petite Plaisance nuovo interesse e spunti di riflessione in un ambito, quella della concezione del progresso scientifico, che rimane tuttora ancora ricco di contraddizioni. Forse oggi più che mai, in un periodo – purtroppo – in cui la scienza si trasforma troppo spesso in una sorta di “scientismo”, concepita quasi come una nuova religione dotata di dogmi e verità assolute da non mettere in dubbio (pena l’etichetta di “anti-scientificità”), con buona pace di filosofi della scienza del calibro di Kuhn, Feyerabend, Popper e, ovviamente, del nostro Laudan.

Nel presente studio ci proponiamo di esaminare le posizioni epistemologiche più recenti di Larry Laudan, un filosofo che a partire dall’ormai nota opera del 1977, Il progresso scientifico,1 ha dato il suo contributo al dibattito sul progresso scientifico.

Poiché le prime opere di Laudan – ci riferiamo alla già citata Il progresso scientifico (1977), a Scienza e ipotesi (1981)2, e a La scienza e i valori (1984)3 – sono anche quelle meglio conosciute e ormai ampiamente trattate, abbiamo deciso di dedicare a tali opere solo un breve resoconto introduttivo, per fornire un “background” che possa risultare utile per una migliore comprensione delle tesi e degli argomenti laudaniani.

Invece, intendiamo qui essenzialmente concentrarci sulle due ultime opere dell’autore, La scienza ed il relativismo (1990)4 e Oltre il positivismo ed il relativismo (1996)5, con un accurato lavoro di analisi del testo e di approfondimento teoretico degli argomenti esposti da Laudan contro il relativismo epistemico e a favore della propria concezione.

Il nostro proposito è duplice.

Innanzitutto, desideriamo esporre le idee dell’autore circa gli argomenti più importanti affrontati dalla discussione epistemologica e metodologica dei filosofi della scienza negli ultimi decenni; come vedremo, Laudan discute in particolar modo la tesi della sottodeterminazione; la tesi della incommensurabilità tra paradigmi o teorie, sviluppata soprattutto da Thomas Kuhn; il dibattito sul progresso scientifico ed il ruolo della razionalità, con le critiche alle posizioni dello stesso Kuhn e di Feyerabend; ed, infine, la dottrina dello stesso Laudan denominata dall’autore naturalismo normativo, una sorta di metametodologia naturalistica.

Ad ogni argomento sarà dedicato un capitolo; ed in ognuno di essi vedremo il modo in cui Laudan critica, espone o difende le stesse tematiche in entrambe le opere suddette.

Il secondo proposito che il presente lavoro si prefigge consiste nel chiedersi se Laudan riesca davvero nel suo intento. In altre parole, attraverso l’analisi dei testi si tenterà di pervenire ad una valutazione complessiva delle tesi di Laudan esaminate. A questo tentativo di valutazione sarà dedicato l’ultimo capitolo, in special modo il secondo paragrafo.

Osservazioni critiche puntuali o di minor rilievo saranno invece esposte nelle note a piè di pagina.

La complessa concezione di Laudan apre numerose questioni; nella presente tesi sono state privilegiate in particolare quelle sul progresso scientifico ed il naturalismo, e quelle sulle implicazioni teoretiche di esso, pur soffermandosi talvolta in nota su qualche altra questione.

Si spera, comunque, di essere riusciti a stimolare la critica e la discussione su questi temi e sull’opera di Laudan in generale, nonché sulle difficoltà che la sua concezione incontra.

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1 Laudan, Progress and its Problems, University of California Press, Berkeley 1977 (trad. it. Il progresso scientifico, Armando Editore, Roma 1979). Da ora in avanti indicato con [1977].

2 Laudan, Science and Hypothesis, Reidel, Dordrecht 1981 (trad. it. Scienza e ipotesi, Armando Editore, Roma 1984).

3 Laudan, Science and Values, University of California Press, Berkeley 1984 (trad. it. La scienza e i valori, Laterza, Roma 1987). Da ora in avanti indicato con [1984].

4 Laudan, Science and Relativism, The University of Chicago Press, Chicago, 1990. Da ora in avanti indicato con [1990].

5 Laudan, Beyond Positivism and Relativism, Westview Press, Colorado, 1996. Da ora in avanti indicato con [1996].  In realtà quest’opera è formata, per la maggior parte, da alcuni saggi precedenti dello stesso Laudan, datati tra gli inizi degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ‘90.

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