Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Luca Grecchi (1972), direttore della rivista di filosofia Koinè e della collana di studi filosofici Il giogo presso la casa editrice Petite Plaisance di Pistoia, è membro del consiglio scientifico della Libera Università Popolare di Milano per la filosofia antica. Sta da alcuni anni sistematizzando un pensiero filosofico definito “metafisica umanistica”, che pone come base di riferimento sia per la fondazione di una progettualità sociale anticrematistica, sia per la interpretazione dei principali pensieri filosofici moderni e contemporanei. Egli è inoltre autore di una ampia interpretazione umanistica dell’antico pensiero greco ed orientale, di alcuni studi monografici su filosofi moderni (Hegel, Marx) e contemporanei (Severino, Galimberti, Quinzio), nonché di libri tematici su importanti argomenti (la metafisica, la felicità, l’Occidente). Collabora e pubblica con alcuni fra i maggiori studiosi di filosofia italiani, quali Enrico Berti, Carmelo Vigna, Umberto Galimberti, Mario Vegetti, Costanzo Preve e Giovanni Casertano.

 

L’anima umana come fondamento della verità (2002) è il primo libro di Grecchi, che pone, in sintesi, il sistema metafisico umanistico su cui sono strutturati tutti i suoi libri successivi. La tesi centrale di questo libro è appunto che l’anima umana, intesa come la natura razionale e morale dell’uomo, sia il fondamento onto-assiologico della verità dell’essere. Gli enti e le relazioni che compongono l’essere risultano infatti porsi, per Grecchi, in modo vero e buono solo se conformi alla natura umana; questo sistema metafisico costituisce la base per una analisi critica della totalità capitalistica, e per una progettualità politico-sociale alternativa.

 

Karl Marx nel sentiero della verità (2003) costituisce una interpretazione metafisico-umanistica di Marx, il cui pensiero viene analizzato nei suoi nodi essenziali, spesso in aperta critica con la secolare tradizione marxista. Nato originariamente come elaborazione degli studi di economia politica dell’autore compiuti negli anni novanta del ‘900, il testo assume carattere compiutamente filosofico-politico: Marx è cioè analizzato come uno dei pochi pensatori moderni che, rifacendosi implicitamente all’idealismo greco, pone al centro del proprio discorso la totalità sociale, ed una possibile progettualità alternativa sulla medesima.

 

Verità e dialettica. La dialettica di Hegel e la teoria di Marx (2003) costituisce in un certo senso una integrazione del precedente Karl Marx nel sentiero della verità. Il testo effettua una sintesi originale, appunto, sia della dialettica di Hegel che della teoria di Marx. Pur riconoscendo il debito verso Hegel nelle opere del Marx maturo, Grecchi propone la tesi che il pensiero di Marx, formatosi nelle sue linee essenziali prima del suo studio attento ed approfondito della Scienza della Logica, sia nella sua essenza non dialettico. Una versione sintetica di questo libro è stata pubblicata sulla rivista Il Protagora nel 2007.

 

La verità umana nel pensiero religioso di Sergio Quinzio (2004) è una sintesi monografica sul pensiero del grande teologo, scomparso nel 1996. Il testo presenta al proprio interno una analisi del pensiero ebraico e cristiano, unita ad una rilettura poetica ed umanistica del testo biblico. Il testo, incentrato soprattutto sul tema della morte, è segnalato dalla Associazione amici di Sergio Quinzio nel sito ufficiale gestito dalla famiglia, ed è stato definito dalla figlia Pia come uno dei testi migliori dedicati al padre.

 

Nel pensiero filosofico di Emanuele Severino (2005) è una sintesi  monografica sul pensiero del grande filosofo italiano. Il testo presenta al proprio interno una analisi critica del nucleo essenziale della ontologia di Severino, e delle sue analisi storico-filosofiche e politiche. Esiste uno scambio di lettere fra Severino e Grecchi in cui il filosofo bresciano mostra la sua netta contrarietà alla interpretazione ricevuta; Grecchi, dal canto suo, critica Severino su vari punti, fra cui quello secondo il quale l’essere severiniano, destoricizzato e desocializzato, costituisce il supporto conservativo migliore per il mantenimento dell’attuale modo di produzione sociale.

 

Il necessario fondamento umanistico della metafisica (2005) è un  breve saggio in cui, prendendo come riferimento la metafisica classica (ed in particolare le posizioni di Carmelo Vigna, filosofo cui Grecchi si sente su molti punti assai vicino), l’autore ne critica la centralità dell’intreccio logico-fenomenologico-teologico, in quanto esso pone a suo avviso in secondo piano il contenuto umanistico della metafisica stessa. Grecchi propone per il pensiero metafisico classico un nuovo fondamento onto-assiologico, costituito appunto dalla natura umana, parlando a tal proposito di metafisica umanistica.

 

Filosofia e biografia (2005) è un libro-dialogo composto con uno dei maggiori filosofi italiani, Umberto Galimberti. Nel testo si ripercorre il pensiero galimbertiano nei suoi contenuti essenziali, ma si pone in essere anche una serrata analisi di molti temi filosofici, politici e sociali, in cui spesso emerge una sostanziale differenza di posizioni fra i due autori. Di particolare interesse le pagine dedicate al pensiero simbolico, all’analisi della società, ed alla interpretazione dell’opera di Emanuele Severino. Percorre il testo la tesi per cui la genesi psicologica, oltre alla genesi storico-sociale, deve necessariamente essere indagata per giungere alla piena comprensione dell’opera di un autore.

 

Il pensiero filosofico di Umberto Galimberti (2005), con introduzione di Carmelo Vigna, è un testo monografico completo sul pensiero di questo importante filosofo contemporaneo. Si tratta di un testo in cui Grecchi, sintetizzando la complessa opera di questo autore, prende al contempo posizione non solo nei confronti della medesima, ma anche di filosofi quali Nietzsche, Heidegger, Jaspers, che del pensiero di Galimberti costituiscono basi imprescindibili di riferimento. Vigna, nella sua introduzione, ha definito il libro “una ricostruzione seria ed attendibile del pensiero del filosofo” in esame, effettuata da uno dei maggiori “giovani talenti” della filosofia italiana.

 

Conoscenza della felicità (2005), con introduzione di Mario Vegetti, è uno dei testi principali di Grecchi, in cui l’autore applica il proprio approccio classico umanistico alla analisi della società attuale, mostrando come essa si ponga in radicale opposizione alle possibilità di felicità dell’uomo. L’autore, seguendo l’approccio proprio dei Greci, mostra che solo conoscendo che cosa è l’uomo, risulta possibile conoscere cosa è la felicità. Scrive Vegetti, nella sua introduzione, che Grecchi anche in questo libro si rivela “pensatore a suo modo classico”, per il suo “andar diritto verso il cuore dei problemi”.

 

Marx e gli antichi Greci (2006) è un libro-dialogo composto con uno dei maggiori filosofi italiani, Costanzo Preve. Nel testo viene effettuata una analisi non tanto filologica, quanto ermeneutica e teoretica dei rapporti del pensiero di Marx col pensiero greco. I due autori, concordando su molti punti, colmano così in parte una lacuna della pubblicistica su questo tema, che risulta essere stato nel tempo assai poco indagato. Di particolare interesse, nel testo, l’analisi di quale potrebbe essere, sulla base insieme del pensiero dei Greci e di Marx, il miglior modo di produzione sociale alternativo rispetto a quello attuale.

 

Vivere o morire. Dialogo sul senso dell’esistenza fra Platone e Nietzsche (2006), con introduzione di Enrico Berti, è un saggio di fantasia composto ponendo in ideale dialogo Platone e Nietzsche, sui temi più importanti del piano filosofico, politico ed esistenziale: l’amore, la morte, la politica, la metafisica, la vita ed altro ancora. Scrive Berti, nella sua introduzione, che, come accadeva nel genere letterario antico dell’invenzione, Grecchi non nasconde lo scopo “politico” della sua opera, la quale “risulta essere innanzitutto un documento significativo di amore per la filosofia e di vitalità di quest’ultima, in un momento in cui l’epoca della filosofia sembrava conclusa”.    

 

Il filosofo e la politica. I consigli di Platone, e dei classici Greci, per la vita politica (2006) è una ricostruzione del pensiero filosofico-politico di Platone effettuata in un continuo confronto parallelo con le vicende della attualità. In questo libro Grecchi pone esplicitamente, in maniera insieme divulgativa ed originale, Platone come proprio pensatore di riferimento; il filosofo ateniese a suo avviso, pur scrivendo molti secoli or sono, rimane tuttora colui che ha offerto le migliori analisi, e le migliori soluzioni, per pensare una migliore totalità sociale, ossia un ambiente comunitario adatto alla buona vita dell’uomo.

 

La filosofia politica di Eschilo. Il pensiero “filosofico-politico” del più grande tragediografo greco (2007) costituisce una interpretazione, in chiave appunto filosofico-politica, dell’opera di Eschilo. Lo scopo principale di questo libro è quello di “togliere” Eschilo dallo specialismo degli studi poetico-letterari, per inserirlo – come si dovrebbe fare per tutti i tragici greci – nell’ambito del pensiero filosofico-politico. Nel testo viene presa in carico l’analisi precedentemente svolta da Emanuele Severino ne Il giogo (1988), ritenendone validi molti aspetti ma giungendo, alla fine, a conclusioni divergenti.

 

Il presente della filosofia italiana (2007) è un libro in cui vengono analizzati testi di filosofi italiani contemporanei, pubblicati dopo il 2000. Gli autori analizzati vengono ripartiti in quattro categorie, rispecchiando l’ordine di importanza dei relativi pensieri di riferimento: 1) pensatori “ermeneutici-simbolici” (Sini, Vattimo, Cacciari, Natoli); 2) pensatori “scientifici-razionalisti” (Tarca, Antiseri, Giorello); 3) pensatori “marxisti-radicali” (Preve, Losurdo); 4) pensatori “metafisici-teologici” (Reale). Il testo è arricchito da due appendici e da una ampia postfazione di Costanzo Preve.

In questi testi, Grecchi oppone criticamente, ai vari approcci, il proprio discorso metafisico-umanistico.

 

Corrispondenze di metafisica umanistica (2007) è una raccolta di saggi in cui sono contenuti scambi epistolari, nonché risposte di Grecchi ad introduzioni e recensioni di suoi libri. Il testo rispecchia la tendenza dell’autore a prendere sempre seriamente in carico le altrui posizioni; secondo Grecchi, infatti, di fronte a critiche intelligenti, sono solo due gli atteggiamenti filosofici possibili: o fornire argomentate risposte, o prendere atto della correttezza delle critiche e rivedere le proprie posizioni. Il tema caratterizzante il testo non è dunque la conflittualità, che talvolta pare emergere in queste pagine, bensì la “lotta amichevole” presente nelle stesse per la emersione della verità.

 

L’umanesimo della antica filosofia greca (2007) è un libro in cui Grecchi effettua, in sintesi, la propria interpretazione complessiva della Grecità. Partendo da Omero, e giungendo fino all’eclettismo ellenistico, l’autore mostra come non la natura, né il divino, né l’essere furono i temi principali del pensiero greco, bensì l’uomo, soprattutto nella sua dimensione politico-sociale. L’uomo infatti assume centralità, in vario modo, in tutti i vari filoni culturali della Grecità, dal pensiero omerico a quello presocratico, dal teatro fino all’ellenismo (i quattro filoni cui Grecchi dedicherà, in futuro, quattro testi monografici, data la necessità, dall’autore fortemente sentita, di completare ed approfondire il proprio discorso sull’umanesimo greco).

 

L’umanesimo di Platone (2007) è un libro in cui Grecchi, prendendo come riferimento la interpretazione generale de L’umanesimo della antica filosofia greca, considera il pensiero di Platone come il più rappresentativo della Grecità, in questo senso pienamente classico. Ponendo in essere una analisi complessiva delle diverse interpretazioni finora effettuate del pensiero platonico, Grecchi applica al medesimo il proprio paradigma ermeneutico metafisico-umanistico, cogliendo in Platone la centralità del ruolo filosofico-politico dell’uomo, ed insieme la centralità della posizione anti-crematistica, all’interno di una considerazione progettuale e rivoluzionaria della totalità sociale.

 

L’umanesimo di Aristotele (2008) è un libro in cui Grecchi, prendendo come riferimento la interpretazione generale de L’umanesimo della antica filosofia greca, considera il pensiero di Aristotele come uno dei più rappresentativi della Grecità. Ponendo in essere una analisi complessiva delle diverse tematiche del pensiero aristotelico, Grecchi applica al medesimo il proprio paradigma ermeneutico metafisico-umanistico, cogliendo in Aristotele – così come in Platone, ma in forma differente – la centralità del ruolo filosofico-politico dell’uomo, ed insieme la centralità della posizione anti-crematistica, all’interno di una considerazione progettuale e riformistica della totalità sociale.

 

Chi fu il primo filosofo? E dunque: cos’è la filosofia? (2008), con introduzione di Giovanni Casertano, è un libro suddiviso in due parti. Nella prima parte, ponendosi come riferimento i principali manuali di storia della filosofia italiani, Grecchi mostra come essi spesso non definiscano l’oggetto del loro studio, ossia la filosofia, dichiarandola talvolta addirittura indefinibile; l’autore, invece, offre in questo libro la propria definizione di filosofia come caratterizzata da due contenuti imprescindibili: a) la centralità dell’uomo; b) la ricerca, il più possibile fondata ed argomentata, della verità dell’intero. Nella seconda parte l’autore esamina dieci possibilità alternative su “chi fu il primo filosofo”, giungendo a concludere che, pur all’interno del contesto comunitario della riflessione greca, il candidato più accreditato risulta essere Socrate.

 

Socrate. Discorso su Le Nuvole di Aristofane (2008) è una ricostruzione di fantasia pubblicata nella collana Autentici falsi d’autore dell’editore Guida, di un discorso che avrebbe potuto essere tenuto da Socrate ad Atene l’indomani della rappresentazione della famosa commedia di Aristofane. Si tratta, come è nello stile della collana, di una ricostruzione al contempo verosimile e spiritosa, in cui Grecchi coglie l’occasione per offrire la propria interpretazione, insieme umanistica ed anticrematistica, del pensiero socratico. Tale interpretazione risulta convergente con quelle offerte, nella medesima collana, da Mario Vegetti su Platone e da Enrico Berti su Aristotele.

 

Occidente: radici, essenza, futuro (2009), con introduzione di Diego Fusaro, è un testo che si potrebbe definire di “filosofia della storia”, in cui Grecchi non si limita ad analizzare il concetto di Occidente e tutti quelli ad esso connessi, ma fornisce – sempre in base al proprio sistema metafisico-umanistico – una interpretazione filosofico-storica complessiva dell’Occidente. Analizzando le sue radici greche, ebraiche, cristiane, romane e moderne, Grecchi coglie nella prevaricazione derivante dalla smodata ricerca crematistica l’essenza dell’Occidente, e ne individua per questo un futuro cupo. Il testo è arricchito dal dialogo con Fusaro, alla cui introduzione Grecchi risponde in una appendice finale.

 

Il filosofo e la vita. I consigli di Platone, e dei classici Greci, per la buona vita (2009), è una raccolta di brevi saggi in cui l’autore, prendendo spunto da alcuni passi del pensiero platonico, e più in generale del pensiero greco classico, affronta sinteticamente alcune tematiche davvero centrali per la vita umana (l’amore, la famiglia, la filosofia, la storia, le leggi, la democrazia, l’educazione, l’università, la mafia, la libertà, ecc.), col consueto approccio attualizzante, ovvero facendo interagire – nel rispetto del contesto storico-sociale dell’epoca in cui tale pensiero nacque – il pensiero platonico col nostro tempo. Il libro è arricchito da un lungo saggio finale di Costanzo Preve, intitolato “Luca Grecchi interprete dei filosofi classici Greci” (con risposta), in cui il filosofo torinese sintetizza le posizioni dell’autore.

 

L’umanesimo della antica filosofia cinese (2009) costituisce il primo passo di una trilogia sull’umanesimo dell’antico pensiero orientale (l’unica nel nostro paese effettuata da un solo autore). Il libro parte dalla constatazione che l’Oriente risulta essere pressoché assente dalle principali storie della filosofia occidentali. Tuttavia, in base alla definizione di filosofia fornita dall’autore, nonostante la specificità greca della sua nascita, l’antico pensiero cinese risulta possedere, nei contenuti e talvolta anche nei metodi, caratteristiche tali da non poter essere considerato pregiudizialmente assente dal quadro filosofico. Non si tratta, comunque, di un manuale di storia della filosofia cinese, ma di una interpretazione umanistica complessiva dell’antico pensiero cinese.

 

L’umanesimo della antica filosofia indiana (2009) costituisce il secondo passo di una trilogia sull’umanesimo dell’antico pensiero orientale. Il libro parte dalla constatazione che l’Oriente risulta essere pressoché assente dalle principali storie della filosofia occidentali. Tuttavia, in base alla definizione di filosofia fornita dall’autore, nonostante la specificità greca della sua nascita, l’antico pensiero indiano risulta possedere, nei contenuti e talvolta anche nei metodi, caratteristiche tali da non poter essere considerato pregiudizialmente assente dal quadro filosofico. Non si tratta, comunque, di un manuale di storia della filosofia indiana, ma di una interpretazione umanistica complessiva dell’antico pensiero indiano.

 

L’umanesimo della antica filosofia islamica (2009) costituisce il terzo ed ultimo passo di una trilogia sull’umanesimo dell’antico pensiero orientale. Il libro parte dalla constatazione che l’Oriente risulta essere pressoché assente dalle principali storie della filosofia occidentali. Tuttavia, in base alla definizione di filosofia fornita dall’autore, nonostante la specificità greca della sua nascita, l’antico pensiero islamico risulta possedere, nei contenuti e talvolta anche nei metodi, caratteristiche tali da non poter essere considerato pregiudizialmente assente dal quadro filosofico. Non si tratta, comunque, di un manuale di storia della filosofia islamica, ma di una interpretazione umanistica complessiva dell’antico pensiero islamico.

 

A partire dai filosofi antichi (2010), con introduzione di Carmelo Vigna, è un libro-dialogo composto con uno dei maggiori filosofi italiani, Enrico Berti. In questo testo viene ripercorsa l’intera storia della filosofia, apportando interpretazioni originali non soltanto – anche se soprattutto – dei principali filosofi antichi, ma anche di quelli moderni e contemporanei. Non mancano inoltre considerazioni su temi di attualità, nonché su temi di interesse generale, quali l’educazione, la scuola e la politica. Scrive Vigna, nella introduzione, che “questo testo è tra le cose più interessanti che si possano leggere oggi nel panorama della filosofia italiana”.

 

L’umanesimo di Plotino (2010) è un libro in cui l’autore colma una distanza temporale fra il periodo classico ed il periodo ellenistico della Roma imperiale. Il testo si divide in due parti. Nella prima, in ossequio alla tesi per cui ogni pensiero filosofico deve essere inserito all’interno del proprio contesto storico-sociale (anche in quanto è all’interno del medesimo che esso spesso “deduce” le proprie categorie), l’autore realizza una analisi del modo di produzione sociale greco e di quello romano, per tracciare alcune differenze fra l’epoca classica e l’epoca ellenistica. Nella seconda parte, che è la più ampia, è invece analizzato, in base alle dieci tematiche ritenute centrali, il pensiero di Plotino.

 

Perché non possiamo non dirci Greci (2010) è un libro in cui l’autore sintetizza, in termini divulgativi, le proprie posizioni generali sui Greci. Il testo prende spunto dalla rilettura, in controluce, del classico di Benedetto Croce intitolato Perché non possiamo non dirci cristiani, per mostrare non solo come le radici greche siano almeno altrettanto importanti di quelle cristiane per la cultura europea, ma soprattutto che una loro ripresa sarebbe fortemente auspicabile. Il testo è completato da una ampia appendice inedita che costituisce una analisi critica del pensiero ellenistico (in rapporto a quello classico), incentrata sulle opere di Epicuro e di Luciano di Samosata.

 

 

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