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Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? - K. BLIXEN
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Cat.n. 331

Diego Lanza

La disciplina dell’emozione. Un’introduzione alla tragedia greca. Prefazione di Anna Beltrametti.

ISBN 978-88-7588-235-8, 2019, pp. 416, formato 140x210 mm., Euro 35 – Collana “Il giogo” [107].

In copertina: Alcesti, i figli e altri personaggi, Loutrophòros apula vicina al Pittore di Laodamia, 340 a.C. circa., Basel, Antikenmuseum.

indice - presentazione - autore - sintesi

35,00


Diego Lanza (7-1-1937/7-3-2018) grecista, professore ordinario e poi emerito all’Università di Pavia, dove fino 2007 ha insegnato Letteratura greca (1968-2007), Storia della lingua greca (1971-1975), Storia del teatro e della drammaturgia antica (1983-1993) e Storia delle religioni del mondo classico (2004-2011). Ha fondato e diretto il Centro di Ricerca Interdipartimentale Multimediale sul Teatro Antico e, dal 2012, è stato membro dell’Accademia dei Lincei. La sua vasta produzione scientifica in Italia e all’estero, incentrata su letteratura, filosofia e storia greca, si distingue per la vocazione interdisciplinare, ben esemplificata da Lo stolto. Di Socrate, Eulenspiegel, Pinocchio e altri trasgressori del senso comune (1997, rist. 2019). Ha scritto e collaborato strettamente con Mario Vegetti in seminari e gruppi di ricerca e ha preso parte a importanti opere collettive come Lo spazio letterario della Grecia antica (1992-1996) e I Greci. Storia, cultura, arte, società (1996-2002). Con Gherardo Ugolini ha vinto il Premio nazionale di editoria universitaria per la Storia della filologia classica (2016, ed. inglese 2022) Alcuni suoi scritti sono stati tutti recentemente ristampati da petite plaisance (La disciplina dell’emozione, 2019; Il tiranno e il suo pubblico, 2020). Sempre con petite plaisance sono usciti: Nous e thanatos. Scritti su Anassagora e sulla filosofia antica (2022); Dramata I. Scritti sulla drammaturgia euripidea (2023), Dramata II. Scritti sulla tragedia antica e le teorie del tragico (2023), Dramata III. Scritti sulla commedia antica (2023), Dramata IV. Scritti sulla Poetica di Aristotele (2024), Domesticare i miti. Scritti su lingua, mito e religione dei Greci (2026); di prossima uscita: Dimenticare i Greci. Il moderno e l’antico. Sua unica prova narrativa, pubblicata postuma: Il gatto di piazza Wagner (2019).


Anna Beltrametti, già professoressa ordinaria di Letteratura greca e Drammaturgia antica presso l’Università di Pavia, dove ha diretto il CRIMTA (Centro di Ricerca Interdisciplinare Multimediale sul Teatro Antico). I suoi interessi sono focalizzati principalmente sul rapporto tra letteratura e storia con particolare attenzione per la storiografia e il teatro attico del V secolo. Nel 2005 è stata componente del comitato fondatore della rivista «Storia delle donne» e fino al 2024 è stata membro della redazione. Dal 2011 al 2018 ha fatto parte della redazione di «Dioniso», annale dell’Inda. A tutt’oggi è nel CTS della rivista «Il confronto letterario» e nel Comitato di garanzia della rivista «Engramma».

Tra le sue molte pubblicazioni: Erodoto: una storia governata dal discorso (1986); Euripide, le tragedie. Introduzioni tematiche, notizie storiche (2002); Dalla Repubblica di Platone (2003); La letteratura greca. Tempi e luoghi, occasioni e forme (2005); Studi e Materiali per le Baccanti di Euripide. Storia Memorie Spettacoli (2007); La storia sulla scena. Quello che gli storici antichi non hanno raccontato (2011); Prefazione a libro di Diego Lanza La disciplina dell’emozione. Un’introduzione alla tragedia greca (2019); La più intelligente e la più stolta delle emozioni: la paura. Paure antiche e nuove paure (2021); Prefazione a libro di Diego Lanza Dramata III. Scritti sulla commedia antica (2023); in collaborazione con Maddalena Giovannelli, Antigone di Sofocle. Teatro classico in scena (2024).



Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).

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