Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Ebook 1120

Paul Nizan

I filosofi contro la storia.

Articolo pubblicato su Quaderno n. 24, gennaio 1979, supplemento a Corrispondenza Internazionale, bimestrale di documentazione politica. Direttore: Stefano Poscia, anno IV, marzo 1978, n. 11, pp. 5.

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Paul Nizan (Tours, 7 febbraio 1905Audruicq, 23 maggio 1940) è stato uno scrittore, saggista, giornalista, traduttore e filosofo francese.

Biografia

Figlio di un ingegnere ferroviario, Nizan studia a Parigi, al liceo Henri IV , dove incontra Jean-Paul Sartre nel 1917. Successivamente, alla Ecole Normale Supérieure, nel 1924, diventa amico di Raymond Aron. Sul fronte politico, Paul Nizan partecipa nel 1925 al fascio di Valois: il primo sindacato fascista francese. Nel 1926 compie un viaggio ad Aden, in Yemen che lo ispirerà nella stesura del suo romanzo più famoso Aden Arabia. Poco dopo si unisce al partito comunista e sposa Henriette Halphen (1907-1993), cugina di Claude Lévi-Strauss.

La pubblicazione nel 1931 del suo primo libro, Aden Arabia (che inizia con l'ormai famosa frase: "Avevo vent'anni. Non permetterò a nessuno di dire che questo è il periodo migliore della vita") gli consente di farsi conoscere nel campo letterario e intellettuale. Viene nominato professore di filosofia al Liceo Lalande di Bourg en Bresse. Nel 1932 si presenta come candidato per il Partito comunista. Lo stesso anno pubblica I cani da guardia. Nel 1933 pubblica Bloye Anthony, in cui si trova la prima riflessione sul tema del tradimento di classe (come un uomo sfugge il suo status sociale e arriva a tradire le proprie radici). Questo libro è considerato dalla critica come il primo romanzo francese del "realismo socialista".

Nel 1934-1935, Paul e sua moglie, Harriet, soggiornano in URSS, dove Nizan partecipa al Primo Congresso degli scrittori sovietici, cui invita anche gli amici André Malraux e Louis Aragon. Successivamente pubblica Il cavallo di Troia, e vari contributi per riviste e giornali di stretta osservanza comunista. Scrive su L'Humanité tra il 1935 e il 1937, prevalentemente articoli di politica estera e di critica letteraria.

Nel 1939, si oppone alla firma del patto Molotov-Ribbentrop che vede come un'alleanza ingiustificabile tra nazisti e comunisti: per queste idee e per altre ragioni personali, rompe con il PCF.

Nizan muore all'inizio della seconda guerra mondiale, durante l'offensiva tedesca contro Dunkerque, il 23 maggio 1940. È sepolto nel cimitero di Neuville-Saint-Vaas. Il suo ultimo manoscritto non è stato trovato.

Dopo la sua presa di posizione contro il comunismo, viene attaccato violentemente dal partito e, nel marzo 1940, Thorez firma sul quotidiano Die Welt (edizione tedesca dell'organo della Terza Internazionale), un articolo dal titolo I traditori alla gogna, dove descrive Nizan come "agente di polizia". Gli attacchi contro Nizan si susseguono anche dopo la guerra: il suo ex sodale Louis Aragon promuove attivamente l'emarginazione di Nizan dal Pantheon degli scrittori socialisti, con il suo libro Il comunista del 1949, un romanzo in cui lo descrive come traditore, sotto le spoglie del poliziotto Orfilat.

Molto tardivamente, negli anni '60, Jean-Paul Sartre, sostiene una forma di riabilitazione di Nizan ma viene aspramente criticato dagli ambienti della sinistra parigina. Nel 1966, per la riedizione de I comunisti, Aragon elimina il personaggio di Orfilat. Verso la fine degli anni 1970 , il PCF finalmente si impegna a ritirare una parte delle accuse che aveva rivolto allo scrittore nei tre decenni precedenti.

 

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