Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Ebook 1167

Salvatore Antonio Bravo

Ecce Nietzsche.

2015, pp. 25.

presentazione - autore

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Nessun filosofo nella modernità è stato tacciato semplicisticamente di ateismo quanto Nietzsche, il filosofo del nichilismo attivo, del sospetto, è associato alla morte di Dio.

Ne La Gaia Scienza l’uomo folle annuncia in un mercato la morte di ogni divinità, il mercato il luogo della borghesia nel trionfo della mercificazione, annuncia la morte di Dio.

Realtà prismatica… Due prospettive si incontrano, le antitesi svelano stratificazioni complesse al di là di ogni rassicurante dubbio.

Prima prospettiva: l’uomo folle, reso tale dal giudizio degli indifferenti dedito alle pigrizie metafisiche svela la strutturazione umana di ogni verità. I fatti non esistono, le interpretazioni sono i fatti, a questo illuminismo il folle non sottrae le verità disinteressate.

Seconda prospettiva: l’uomo folle annuncia il trionfo del sacro.

Il mercato è il luogo delle pigrizie, dei raggiri ideologici, dove trionfa l’abitudine ad una verità condivisa nel conformismo, non teorizzata nella sua genealogia, la quiete trionfa dietro il chiacchiericcio dei giorni, la chiacchiera segna il confine delle parole, rende silenziosi i pensieri li degrada a nichilismo.

Il grande assente è il sacro, che porta il caos, che immerge l’anima nell’indicibile che scuote con le sue domande e riporta al trascendente dinanzi al quale ogni interpretazione è nulla: ogni sicurezza dimostra di possedere fondamenti metafisici di fango.

Dunque una nuova irruzione del sacro: il caos dionisiaco riemerge quale fenomeno carsico per riportale la sua voce nel mercato delle idee.

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