Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 007

Costanzo Preve

Le contraddizioni di Norberto Bobbio. Per una critica del bobbianesimo cerimoniale.

ISBN 88-87172-20-3, 2004, pp. 160, formato 140x210 mm, Euro 12 – Collana “Divergenze” [37].

In copertina: Alchimisti al lavoro intorno ad un alambicco di distillazione; illustrazione xilografica dal De Secretis Naturae (1544) di Philip Ulstadt.

indice - presentazione - autore - sintesi

12,00
Le contraddizioni di Norberto Bobbio (1909 – 2004) non sono certamente le incongruenze logiche di un lettore distratto della Logica di Aristotele, neppure le incoerenze politiche di chi sostiene una cosa in sede teorica e poi ne avalla un’altra in sede politica. Seguendo il metodo dialettico proposto da Hegel e da Marx nella Fenomenologia dello Spirito e nella Ideologia Tedesca, le contraddizioni di Norberto Bobbio devono essere viste come il riflesso “filosofico” di contraddizioni storiche reali, che anche il pensatore più onesto e dotato non può superare, ma che è costretto a “registrare” in quella che Marx definì «falsa coscienza necessaria».Il bobbianesimo cerimoniale (come già prima il crocianesimo cerimoniale ed il gramscianesimo cerimoniale) deve invece occultare queste feconde contraddizioni per santificare l’immagine atemporale di un Maestro testimone magistrale del suo tempo. In questo modo, credendo di rispettare, si manca invece di rispetto.Questo saggio è una forma di rispetto “dialettico” per Norberto Bobbio, di cui l’autore fu allievo ed amico. Nella prima parte si parla di Croce, di Gramsci, di Togliatti, di democrazia, libertà e uguaglianza, di laicismo e religione, di gobettismo e di comunismo, della dicotomia Destra/Sinistra e di marxismo, ed infine del problema dei problemi, la pace e la guerra. Nella seconda parte si riportano alcuni documenti già pubblicati in passato, da uno scambio di lettere fra l’autore e Bobbio a due articoli di critica dell’atteggiamento di Bobbio verso le guerre del 1991 e del 1999. Il libro si conclude con una lettera inedita di Bobbio a Giuseppe Bailone, in cui Bobbio riassume in modo esemplare la sua concezione del mondo.

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