Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 050

Costanzo Preve

Marxismo, Filosofia, Verità.

ISBN 88-87296-14-6, 1998, pp. 64, formato 140x210 mm., Euro 7,00 – Collana "Divergenze" [6].

In copertina: G. M. Mitelli, La verità, incisione, 1687.

indice - presentazione - autore - sintesi

7,00

A suo tempo, Karl Marx fece la scelta fatale di non concedere alla conoscenza filosofica uno spazio veritativo autonomo dalla scienza e dall’ideologia, e questa scelta fu forse l’inevitabile prezzo da pagare alla produzione della sua geniale teoria del valore e dei modi di produzione. In questo modo, però, il marxismo non poteva diventare “erede” della filosofia classica tedesca e dei suoi predecessori, perché il nucleo di questa eredità consisteva proprio nel riconoscimento di uno spazio veritativo autonomo della conoscenza filosofica propriamente detta, non confusa e mescolata con l’epistemologia e l’ideologia.

 

I marxisti successivi non corressero questa scelta fatale, ma vollero ad ogni costo restarvi fedeli. Da un lato, questo provocò “in basso” lo sviluppo dell’ideologia marxista-leninista del materialismo dialettico, insuperato esempio di sottomissione della scienza e della filosofia ad un’ideologia di legittimazione del potere assoluto di un’oligarchia di burocrati crudeli ed ignoranti. Dall’altro, questo provocò “in alto” il blocco di tutti i nobili tentativi di autoriforma filosofica del marxismo, da Gramsci a Lukàcs, da Korsch ad Althusser.

 

Questo saggio propone di tagliare questo nodo gordiano con il colpo di spada della discontinuità dichiarata e della denuncia esplicita di ogni forma di ortodossia (a volte mascherata da eresia). È necessario tornare allo spirito di Spinoza e di Hegel, e di tutti coloro che hanno sostenuto il valore veritativo della conoscenza filosofica. Una cultura critica del capitalismo avrà tutto da guadagnare da una simile operazione.

 

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