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Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? - K. BLIXEN
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Cat.n. 151

Luisa Giaconi

A fiore dell’ombra. Le poesie, le lettere, gli inediti. Con un saggio critico di Manuela Brotto: “Luisa Giaconi: la donna fiore”

ISBN 88-7588-032-8, 2009, pp. 192, formato 170x240 mm., Euro 15.

In copertina: H. Matisse, Giovane inglese, 1947.

indice - presentazione - autore - sintesi

15,00

L’opera poetica di Luisa Giaconi è quasi totalmente compresa nella raccolta postuma intitolata Tebaide, uscita in due edizioni – nel 1909 e nel 1912 – per i tipi della Zanichelli-Bologna, a cura del critico Giuseppe Saverio Gargàno.
La prima pubblicazione, costituita da soli diciotto componimenti, era corredata dal ritratto dell’autrice realizzato da Romea Ravazzi e seguita da uno scarno epilogo del curatore, in cui si puntualizzava come l’ordinamento del «libretto» fosse dovuto a una precisa volontà dell’autrice e al suo «desiderio di perfezione artistica», teso a creare un canzoniere di poesie saldamente coese, dove ciascuna lirica fosse al contempo causale e consequenziale alle altre.
La seconda edizione uscì accresciuta da una poesia introduttiva, A Cherilo, e da altre tre sezioni, quantitativamente diseguali, che si aggiunsero a quella pubblicata in precedenza, sino ad arrivare a un totale di quarantaquattro poesie, ben diciassette delle quali rimaste sino ad allora inedite.
Anteposta alla ricca silloge si collocava un’ampia prefazione di Gargàno, nella quale egli dichiarava i criteri coi quali aveva scelto e ordinato i nuovi componimenti:

«dello sparso è qui raccolto tutto ciò che ella stessa non rifiutò mai decisamente, e dell’inedito quello che ella credeva dover correggere in qualche piccolo luogo».

La presente analisi di Tebaide, nel tentativo di elicitarne quanto più esaustivamente possibile i molti e articolati messaggi, indagherà sia l’architettura complessiva dell’opera che il dettato specifico di ciascun testo, procedendo nel dovuto rispetto delle divisioni e dell’ordine con i quali l’autrice stessa e poi il suo curatore, esattamente un secolo fa, l’offrirono all’attenzione del pubblico.



Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).

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