Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 236

Giorgio Penzo

Orson Welles fra “Quarto Potere” e “Il Processo”

ISBN 978-88-7588-130-6, 2015, pp. 128, formato 140x210 mm., Euro 12.

In copertina:Orson Welles e due fotogrammi da Quarto Potere e Il Processo.

indice - autore - sintesi

12,00

Nel centesimo anniversario della nascita di Orson Welles, è nato impellente il bisogno di riconsiderare la figura di questo regista cinematografico il cui film Quarto Potere continua da molti anni ad essere considerato il più importante della storia del cinema.

Ma chi è realmente Orson Welles?

Raramente ci fu un personaggio così elusivo e refrattario ad una definizione.

Orson Welles è Orson Welles e basta, non rientra in nessuna categoria (se non la sua), e, sia dal punto di vista cinematografico che umano, è un caso a sé.

Molto americano, in gran parte della propria vita crea films in cui l’eroe (o meglio l’antieroe) combatte contro i dogmi di questa nazione (capitalismo, re dollaro, massificazione).

Attore di teatro, non rinnegherà mai le sue origini ed anzi cercherà di creare una simbiosi teatro-cinema.

Questo, a partire dal suo primo film di respiro, Quarto Potere.

La sua carriera si svolge lungo un arco di 35/40 anni e lascia anche qualche incompiuto.

Lavorare su questi incompiuti è una delle maggiori direttive del cinema d’oggi.

Welles nasce a Kenosha nel 1915, quindi in una zona periferica rispetto ai grandi centri di cultura (New York, Chicago, Los Angeles).

A un’educazione tradizionale per i suoi tempi si unisce subito un grande amore per i classici, soprattutto Shakespeare, e così sarà per tutta la sua vita.

Una memoria formidabile, una curiosità fuori dal comune, poggiato su valori classici del mondo anglosassone, la Bibbia è Shakespeare: si avvale di questo impianto culturale per affrontare le sfide del nuovo cinema che lui stesso inventa.

Dopo un inizio molto amatoriale, con dei cortometraggi quali The Hearts of Age (1934), The Cradle Will Rock (1937), Too Much Johnson (1938), mentre si dedica all’attività radiofonica con la RKO, ecco a soli 23 anni l’occasione importante, la realizzazione della trasmissione radiofonica La Guerra dei Mondi, in cui si tratta un tema molto diffuso all’epoca, cioè l’invasione della Terra da parte dei marziani: grazie a un acuto e aggressivo realismo e una trasmissione sensazionale, per cui ritennero che la Terra fosse veramente invasa dagli alieni, il suo nome diventa molto popolare e gli dà accesso a trasmissioni radiofoniche di ampio respiro, in cui riesce a far spaziare tutti i suoi interessi culturali.

Nel frattempo, provato l’esperimento di Heart of Darkness (1939), tentativo di trasporre il libro di Joseph Conrad in film, cosa fatta poi da Francis Ford Coppola con Apocalypse Now, si prepara all’ingresso nel grande box della cultura mediatica americana, cioè Hollywood, dove si ritiene abbia molto da dire e inizia subito con il capolavoro, cioè Citizen Kane (Quarto Potere), girato nel 1940 e uscito nel 1941.

Ci sono varie ipotesi circa chi abbia realmente creato questo capolavoro: alcuni dicono il solo Welles, altri parlano anche di Mankiewicz; e si è aperta per decenni una querelle sulla quale Welles non ha dato una risposta definitiva.

Ma essendo autore, attore, regista e main character, è chiaro che avesse già fatto abbastanza per la creazione del film.

Il capitolo Quarto Potere necessita di una visita a fondo poiché nel 1958 è stato considerato fra i migliori 100 films del secolo e di questi il n. 1.

Credo che tuttora Quarto Potere sia da considerarsi in assoluto il film n. 1 al mondo.

 

Giorgio Penzo

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