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La strada di Alessandro Roffeni si incrocia con quella di Jack London per la prima volta nel 1976. Pur già ammirandolo per Il richiamo della foresta e Zanna bianca, furono Martin Eden, Il lupo di mare e Il tallone di ferro che portano Roffeni a scoprire anche la sua opera sociologica e memorialistica, strettamente legata al suo impegno politico a favore del movimento socialista e della classe operaia, che ne faceva un compagno ideale per il giovane lettore che già negli anni Settanta del Novecento propose all’editore Guanda la traduzione di The Road. Negli anni Ottanta cura per Sugarco Il Rosso Racconti della Polinesia e In un paese lontano. Negli anni Novanta offre a Bompiani la curatela di una vasta silloge della narrativa breve di London. E nel 2026 il giovane ottantenne appassionato londoniano rinnova il suo sodalizio (editoriale, non certo in quanto lettore) con Jack London, con una nuova traduzione di What Life Means to Me, corredata da una nota critica: questo breve testo in cui London professa la sua fede nel socialismo, difficilmente pubblicabile da solo, poteva efficacemente puntellare, in reciproca simbiosi, la raccolta delle riflessioni da Roffeni sparse nel corso di tre decenni su questo compagno eternamente giovane della sua e nostra giovinezza.
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