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Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? - K. BLIXEN
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Cat.n. 541

Fortunato M. Cacciatore

Rivoluzione e politica in Karl Marx. Nota introduttiva di Vittorio Morfino e Francesco Vitale.

ISBN 978-88-7588-448-2, 2026, pp. 72, formato 130x170 mm., Euro 10 – Collana “Multiversum” [3].

In copertina: Wassily Kandinsky, Rot in Spitzform (Rosso a forma di punta), realizzato nel 1925.

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La politica rivoluzionaria, per Marx, non è mai autonoma né contemporanea a sé stessa: essa deve prendere in prestito nomi, bandiere e colori dalle lotte nazionali e dalle classi dominanti per entrare in scena. Tra l’orizzonte finale dell’emancipazione e la mischia del presente si apre uno scarto incolmabile, dove l’anacronismo diventa un attributo essenziale dell’agire politico. In Germania, “paese classico della non-contemporaneità”, nessuna rivoluzione parziale è possibile: solo l’emergere del proletariato – come incorporazione della sofferenza radicale – può trasformare l’impossibilità in possibilità positiva. Ma il proletariato non è un soggetto già dato, né la sua azione è prevedibile: la politica rivoluzionaria è lotta senza garanzie, esposta a contaminazioni e contraddizioni. Attraverso una lettura originale dei testi marxiani dal 1843 al 1848, l’autore mostra come la rivoluzione risponda a una duplice esigenza: mantenere viva la tensione verso il fine, senza mai abbandonare la mischia del presente. Ne emerge una concezione inedita del potere pubblico e della democrazia, lontana da ogni teleologia, ma radicalmente politica.



Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).

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