Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 006

Luca Grecchi

Verità e dialettica. La dialettica di Hegel e la teoria di Marx.

ISBN 88-87172-25-4, 2003, pp. 64, formato 140x225 mm, Euro 7,00 – Collana “Quaderni di Koinè”.

In copertina: Cupola dell’Eremo di San Galgano, sulla collina di Montesiepi.

indice - presentazione - autore - sintesi - invito alla lettura -

7,00

Introduzione

Nel mio Karl Marx nel sentiero della verità1 ho dedicato un ampio paragrafo al rapporto fra la dialettica di Hegel e la teoria di Marx. L’argomento è di quelli che, per complessità ed ampiezza, fanno tremare le vene ai polsi di coloro che se ne occupano. Ho ritenuto pertanto opportuno realizzarne una sintesi, per meglio chiarire gli argomenti in questione, e soprattutto per riportare alla luce un dibattito che, per quanto rilevante, è da troppo tempo sopito o frequentato solo da specialisti ermeneutici di principio scettici verso ogni forma di verità filosofica.

 La dialettica di Hegel, e con essa la teoria di Marx, non godono al momento (per motivi in parte differenti ed in parte coincidenti)2 di grande fortuna presso il pubblico colto. Si tratta però di strutture teoriche dotate di una grande importanza e di un enorme valore scientifico. Basti ricordare che la filosofia di Hegel è una costruzione veritativa che ha come scopo quello di tracciare le leggi dello sviluppo del pensiero, mentre la teoria di Marx è una costruzione scientifica che ha come scopo quello di tracciare le leggi dello sviluppo della storia. Ambedue queste costruzioni servono dunque a migliorare la comprensione della vita umana, e ad indicare una direzione per la stessa. Temi, dunque, di non poco conto, ma su cui la luce, nell’attuale momento storico-filosofico, si è affievolita.

 La tesi principale cui sono pervenuto circa la relazione fra la dialettica di Hegel e la teoria di Marx è la seguente: Karl Marx non fu un pensatore prevalentemente3 dialettico in senso hegeliano. Questa tesi, che so non essere condivisa dalla quasi totalità degli studiosi marxisti,4 è retta da una semplice motivazione: il nucleo essenziale della teoria di Marx (come sarà poco oltre descritto) è costituito, nella sua struttura centrale, dal materialismo storico. Esso si è formato prima della piena comprensione, avvenuta in Marx solo a partire dal 1857, della dialettica hegeliana.

 Chi si oppone a questa tesi ribatte solitamente che i risultati scientifici del nucleo essenziale della teoria di Marx sono stati posti, in modo compiuto, solo grazie alla dialettica hegeliana. Per mio conto, invece, la sistemazione dialettica hegeliana5 fu molto utile ma non determinante.

 Per esplicitare il mio discorso, dovrò necessariamente fornire almeno una sintesi sia del nucleo essenziale della teoria di Marx, sia del nucleo essenziale della dialettica di Hegel. Come noto a chi possiede dimestichezza con l’opera di questi due pensatori, la trattazione dettagliata anche solo di una parte di uno di questi due argomenti richiederebbe, per essere esauriente, migliaia di pagine. Il lettore vorrà pertanto scusare la sintesi che qui dovrò, necessariamente, porre in essere.

 

1 CRT, Pistoia, 2003.

2 Marx è “oscurato” soprattutto, rispetto ad Hegel, a causa della evidenza della forza anticapitalistica del suo messaggio. Sia Hegel che Marx sono invece “oscurati”, rispetto al passato, a causa della cultura “tecnicistica” della scuola e dell’università contemporanea, che con i loro modelli (quando va bene…) positivistici di scienza, hanno reso inavvicinabili i filosofi classici tedeschi. Pur ritenendomi pensatore “non prevalentemente dialettico”, ritengo comunque importantissimo riportare alla luce del mondo contemporaneo un modello di pensiero scientifico differente, quello appunto di tipo dialettico. Solo una perfetta conoscenza dello stesso può infatti consentire al pensiero di rafforzarsi nei propri contenuti veritativi.

3 La specificazione “prevalentemente”, che nel mio testo mancava, è determinante.

4 I quali però spesso posseggono solo una conoscenza “di seconda mano” della dialettica di Hegel.

5 Il riferimento centrale della dialettica hegeliana utilizzato da Marx è, come diremo, una parte della Scienza della Logica. Ciò sebbene tutti i testi di Hegel, almeno dalla Fenomenologia dello Spirito in poi, siano innervati dal processo dialettico. Per quanto importante non affronteremo qui, se non en passant, il tema del rapporto fra le diverse opere di Hegel, analizzando il sistema dialettico hegeliano nel suo complesso.

 

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