Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 220

Antonietta Pistone

Le sfide del futuro.

ISBN 978-88-7588-135-1, 2014, pp. 208, formato 170x240 mm., Euro 15.

In copertina: Joan Mirò, Il carnevale di Arlecchino, 1924-1925; olio su tela, Albright-Knox Art Gallery di Buffaloi.

indice - presentazione - autore - sintesi

15.00

 

La cecità dello scientismo tecnologico, ormai dilagante da molti decenni nella nostra storia contemporanea, ci ha condotti alla folle fede in un progresso futuribile, impiantato tutto su chips, computers, internet, telefonia e tv satellitari. Ben venga la massi­ficazione culturale, con la sua informazione ipercinetica. Ma per fare cultura autentica è necessario riappropriarsi dei meccanismi dinamici e interattivi della comunicazione, e del dialogo critico e costruttivo. Bisogna interagire faticosamente con la diversità, in modo tollerante.

A.   P.

 

 

 

INTRODUZIONE

Questo libro nasce da una raccolta di saggi filosofici, di taglio specialistico e non, scritti negli ultimi anni. Gli argomenti trattati rappresentano quelle sfide del futuro, che fanno eco al titolo, scelto per rappresentare la complessità del reale, e le sue molteplici sfaccettature problematiche. Non è facile parlare della contemporaneità, con tutte le sue contraddizioni dialettiche. Sicuramente conoscere e prendere atto delle questioni filosofiche più rilevanti e delle discrasie sociali dell’oggi, è già un passo in avanti verso la progettazione di un futuro più pianificabile, proprio perché prevedibile. La filosofia, che è madre di tutte le scienze, fornisce gli adeguati strumenti critici per esaminare, ed eventualmente risolvere, quelle che ormai si pon­gono alle generazioni a venire come vere e proprie sfide, che dovranno affrontare nella loro vita adulta. Da questo punto di vista, perciò, la filosofia, lungi dall’essere un sapere ormai defunto, è scienza più viva che mai. E apre prospettive ricche di sorprese e di meraviglia. Il cammino dell’interrogare e dell’interpellare la realtà, per costringerla a rispondere, non è meno impervio di quello dei grandi esploratori che si arrampicano in picchiata sulle vette della terra. Perché qui sempre di vette si tratta, sebbene siano quelle del pensiero. Sono, perciò, molto felice ed orgogliosa di aver dato alle stampe questa raccolta che, al suo interno, mostra una congruenza di temi e di analisi insospettate persino al lettore più disattento. Quest’opera è la mia sesta pubblicazione, dopo le prime due raccolte poetiche, Autunno Lento e Stelle D’Acqua, e i tre libri di filosofia già editi negli anni passati, Teoresi e Prassi delle Scienze Umane, Filosofia Appunti di una Rubricista, e Considerazioni sulla Politica di Aristotele. Stranamente, mi sono fermata a riflettere, e produre, per qualche anno di seguito, dopo aver sfornato gli ultimi libri in breve tempo. Mi rendo conto, adesso, che le pause sono necessarie e fisiologiche ad una riflessione matura e ponderata sui temi trattati. E più di tutte le altre scienze, proprio la filosofia richiede tempi dilatati e lunghi per la sedimentazione dei fatti e degli eventi, che solo successivamente diventano oggetto di speculazione teoretica. Se mi è concesso parlare di un pregio che ritengo vada ascritto a questa mia ultima pubblicazione, esso risiede certamente nel saper sapientemente unire tra loro la riflessione specialistica con il racconto di eventi del quotidiano, che richiamano al senso di una riflessione filosofica. Mi auguro di essere riuscita nell’intento di trasmettere contenuti, a volte anche non proprio accessibili ai non addetti ai lavori, nella maniera più semplice possibile, di modo che tutti, indistintamente, si possano avvicinare alle pagine di questo libro, senza smarrimento. Allo stesso modo, mi auguro di non tediare troppo i lettori, ma di riuscire sempre a stimolare curiosità ed interesse alla lettura del mio libro. Vi chiedo scusa se, pur in buona fede, dovessi aver tradito lo spirito iniziale, che è quello che auspica un’ampia diffusione per una vasta platea di pubblico di estimatori. Grazie per avermi scelto. Arrivederci al prossimo libro.

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