Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 249

Gabriella Putignano

Quel che resta di Raoul Vaneigem.

ISBN 978-88-7588-167-2, 2016, pp. 64, 105x155 mm., Euro 8.

In copertina: Dino Di Bonito, Singaporei.

indice - presentazione - autore - sintesi

8,00

Gabriella Putignano (Bari, 1987), laureata in Scienze Filosofiche pres­so l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, è dal 2013 docente di Filo¬sofia e Storia nei Licei. Attualmente insegna presso il Liceo Lingui­stico “Camillo d’Errico” di Palazzo San Gervasio (PZ).

È autrice di monografie su Carlo Michelstaedter (L’esistenza al bivio. La persuasione e la rettorica di Carlo Michelstaedter, Stamen, Roma 2015) e su Raoul Vaneigem (Quel che resta di Raoul Vaneigem, Petite Plaisance, Pistoia 2016), nonché di numerosi papers su rivista e in volumi collettanei, in cui ha trattato il pensiero di Giuseppe Rensi, Albert Camus, Arthur Schopen­hauer, Aldo Capitini, Henrik Ibsen. Ha pubblicato contributi anche sulla P4C e curato il libro «Filosofare dal basso» (Sentieri Meridiani, Foggia 2015). Al momento i suoi principali interessi di ricerca riguardano, da un lato, la figura di Franco “Bifo” Berardi e lo studio dello psicopatologie oggi più diffuse, legate al semio-capitalismo; dall'altro, l'analisi – in vista di una pubblicazione antologica – di una certa filosofia italiana novecentesca, disincantata e nonviolenta. All'amore per la filosofia affianca la passione per la musica: conduce, infatti, un programma radiofonico dal titolo “La chitarra di Platone” e scrive su diverse riviste di settore, per le quali ha intervistato Claudio Lolli, Eugenio Finardi, Roberto Vecchioni, Sergio Cammariere, Pacifico, Pippo Pollina, Tosca, etc.


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