Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 263

Dario Preti

Capitalismo: ascesa, declino, trasformazione. Tre dialoghi sull’evoluzione storica della società moderna.

ISBN 978-88-7588-198-6, 2016, pp. 304, formato 170x240 mm., Euro 20 – Collana “Divergenze” [53].

In copertina: René Magritte, Golconda, 1953.

indice - presentazione - autore - sintesi

20,00

L’idea che la storia sia un processo dotato di senso è un prodotto originale del pensiero europeo moderno. L’evento che ha fatto sorgere e allevato questa nuova idea è la genesi e lo sviluppo della società europea moderna, vale a dire del capitalismo. Alla base di un tale sviluppo del pensiero sta il fatto che la società capitalistica sempre più chiaramente si presenta come una macchina sociale e dunque come qualcosa di simile ad un sistema oggettivo che funziona secondo leggi che si può tentare di comprendere.Da qui nasce l’economia politica, la teoria che indaga la struttura e il processo di sviluppo della società capitalistica.

Quel che ora comincia ad emergere da tale indagine è che questo processo secolare dopo aver innescato la più grande crescita economica e aver con ciò allevato le ideologie più ottimiste e le più grandi speranze sul futuro dell’umanità, rivela infine d’essere orientato verso esiti assai diversi, addirittura opposti: non verso il progresso e la liberazione dell’uomo, come si credeva e si sperava, ma verso il declino, la dissoluzione e persino, se non si interviene in tempo, l’autodistruzione. Siamo quindi nella necessità di evitare l’esito infausto per l’umanità ricercando i possibili cambiamenti tecnici e sociali adatti a chiudere la presente epoca segnata da un capitalismo sempre più chiaramente distruttivo e aprire quella di una civiltà nuova capace di un rapporto armonico con la natura.

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