Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 367

Costanzo Preve

Il Bombardamento Etico. Saggio sull’Interventismo Umanitario, sull’Embargo Terapeutico e sulla Menzogna Evidente. II Edizione.

ISBN 978-88-7588-265-5, 2020, pp. 240, formato 140x210 mm., Euro 20 – Collana “Divergenze” [70].

In copertina: Paul Klee, Maske der Furcht [Maschera di paura] (1932).

indice - presentazione - autore - sintesi

20,00

Il titolo di questo saggio – ad un tempo storico, politico e filosofico – contiene quattro ossimori, espressamente concepiti per provocare intenzionalmente nel lettore quello “spaesamento” necessario per mettere in moto il suo autonomo processo di riflessione critica. I primi tre sono il Bombardamento Etico, l’Interventismo Umanitario e l’Embargo Terapeutico. È evidente che chiunque rifletta su questi ossimori si rende conto immediatamente della loro surreale assurdità, in quanto ovviamente i bombardamenti (in particolare rivolti contro la popolazione civile e le infrastrutture che rendono possibile una normale vita quotidiana) non sono mai per definizione etici, l’intervento militare con dichiarati scopi di controllo geopolitico del territorio non ha nulla a che fare con l’umanità se non come ipocrita pretesto, ed infine l’embargo non è mai terapeutico, non cura mai i mali del corpo e dello spirito, ma è anzi patogeno per sua stessa essenza, fa ammalare e fa morire.

Il quarto ossimoro presente nel titolo rappresenta una sorta di denominatore unificante, il più corrotto e malvagio che esista, quello della Menzogna Evidente. Come è noto, le menzogne presuppongono quasi sempre un preventivo processo di occultamento, depistaggio e nascondimento, per cui è quasi sempre molto difficile “smascherarle”. La stessa filosofia contemporanea ha in parte registrato il meccanismo del processo di disoccultamento teorico di ciò che era stato preventivamente nascosto, mistificato ed occultato, ed infatti il francese Paul Ricoeur ha unificato le filosofie di Marx, Nietzsche e Freud sotto il minimo comun denominatore di «filosofie del sospetto», di filosofie cioè che mettono in discussione le apparenze culturali consolidate, e sulla base di questo sospetto originario mettono in luce le reali motivazioni dei comportamenti individuali e sociali.

La Menzogna Bene Occultata, tuttavia, fa forse parte di un periodo storico ormai tramontato, quello della società borghese in dissoluzione, in cui appunto era necessario che ci fossero dei Marx, dei Nietzsche e dei Freud per disoccultare i fondamenti profondi della riproduzione sociale, economica, politica e culturale complessiva. In prima approssimazione, ritengo che la ragione di fondo della Menzogna Bene Occultata fosse la divisione strutturale della società nei due poli opposti e contraddittori della Borghesia e del Proletariato, che costringeva l’apparente universalismo unilaterale borghese a presentarsi come realmente universale, e costringeva quindi anche il concorrente universalismo proletario a demistificare preventivamente le pretese infondate dell’universalismo borghese.

Ma oggi cominciamo lentamente ad intuire sempre più che la dicotomia feconda fra Borghesia e Proletariato non connota strutturalmente tutte le forme possibili di società capitalistica, ma ne ha connotato soltanto una fase iniziale, prevalentemente se non solo “europea”. Il tempo della Menzogna Bene Occultata, che metteva oggettivamente in primo piano il ruolo degli intellettuali critici (da Marx a Gramsci, da Lukács a Adorno, da Bloch ad Althusser, eccetera), viene progressivamente detronizzato in favore di un tempo in cui la Menzogna è ormai Evidente, ed in cui gli intellettuali critici vengono sostituiti da un cocktail di giornalisti, esperti della manipolazione visiva dei media, professori universitari pomposi e sempre più specialisti dell’Infinitamente Piccolo, ed editorialisti allucinati in preda ad incubi ideologici ormai incontenibili (di cui l’italiana Barbara Spinelli è forse oggi la migliore tragicomica incarnazione).

Senza la Menzogna Evidente sarebbe infinitamente più difficile far passare in modo tanto indolore i tre odiosi ossimori del Bombardamento Etico, dell’Interventismo Umanitario e dell’Embargo Terapeutico. A questa situazione, che Ennio Flajano avrebbe connotato come “disperata ma non seria”, concorrono certamente altri processi, come la progressiva desertificazione di una opinione pubblica critica ed il progressivo imporsi di una ideologia giuridica e giudiziaria ipertrofica e cannibalica. Entrambe queste modalità culturali ed ideologiche sono a loro volta connesse con l’arrogante totalitarismo dell’economia, che a rigore non dovrebbe neppure essere definita economia (regola e legge della casa comune), laddove si tratta invece soltanto di crematistica (arte di procurarsi denaro e ricchezze).

Questo saggio è stato dunque scritto contro la Menzogna Evidente, il Bombardamento Etico, l’Interventismo Umanitario e l’Embargo Terapeutico. Esso è strutturato in tre capitoli, concepiti secondo una metafora di tipo medico. In un primo capitolo vengono individuati i sintomi visibili della malattia politica e sociale della nostra società capitalistica contemporanea (gli interventi militari nel Golfo nel 1991 ed in Jugoslavia nel 1999, le ideologie imperiali americane che li legittimano e li impongono ai loro alleati vili ed immorali, eccetera). In un secondo capitolo viene individuata la causa profonda ed invisibile di questa patologia terribile (il trattamento differenziato di Auschwitz e di Hiroshima, con il conseguente pentimento amministrato). In un terzo capitolo viene allora suggerita la terapia, che è la resistenza radicale, culturale prima ancora che economica e politica, all’insieme di questa società, il cui fondamento è purtroppo radicalmente ingiusto e malvagio.

Come si vede, lo schema di questo saggio diviso in tre capitoli è relativamente semplice e lineare. È inevitabile, tuttavia, che la sua corretta comprensione includa una enorme quantità di informazioni di tipo prevalentemente storico ed economico, che non possono ovviamente essere qui fornite per evidenti ragioni di spazio. La cosa non è comunque di per sé particolarmente grave, dal momento che sui principali cinque temi trattati (la guerra del Golfo del 1991, la guerra del Kosovo del 1999, Auschwitz e lo sterminio degli ebrei europei, Hiroshima e la discussione storiografica sulla necessità del bombardamento atomico, ed infine gli Stati Uniti d’America oggi) vi è una sterminata bibliografia, a volte di ottima qualità, ed anche facilmente accessibile. Il lettore curioso e desideroso di approfondimenti può dunque utilmente rivolgersi alle bibliografie tematiche, facili da trovare sia nelle librerie che nelle biblioteche pubbliche.

In questa introduzione, tuttavia, anziché riassumere e compendiare i temi discussi nei tre capitoli del saggio, svolgerò alcune considerazioni integrative supplementari utili ad intendere meglio lo spirito e la lettera del testo. Queste considerazioni integrative supplementari verranno raccolte sulla base di tre nuclei tematici fondamentali: l’approfondimento filosofico delle radici profonde di quella “volontà di non sapere” che come un cancro corrode la società contemporanea, l’informazione storica elementare sul Vicino Oriente e sui Balcani (necessaria per capire il contesto politico e geografico delle guerre del 1991 e del 1999), ed infine il nesso fra globalizzazione capitalistica e mondializzazione umana, scenario culturale dei prossimi decenni (e forse dei prossimi secoli). Il paragrafo conclusivo, cui attribuisco soggettivamente grande importanza, è dedicato al coraggio di smascherare le imposture, la cartina di tornasole su cui verranno giudicate le future generazioni di intellettuali.

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