Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 216

Umberto Fava

Il quadrifoglio di Medea. Racconti. La mia tetralogia dal Po all’Acheronte.

ISBN 978-88-7588-125-2, 2014, pp. 128, formato 140x210 mm., Euro 12 – Collana Egeria [17].

In copertina: Pietra dal profilo antropomorfo raccolta sulla montagna di Itaca. Fotografia di Massimo Bersani.

indice - presentazione - autore - sintesi

12.00

Umberto Fava (Piacenza, ottobre 1940), giornalista, è stato a lungo redattore nel quotidiano della sua città, Libertà, dove s’è occupato di cronaca e di cultura (con rubrica di poesia e rassegna di libri), dove per un trentennio è stato critico teatrale e dove ora, in pensione, continua a scrivere. La sua attività di narratore si colloca fra due lavori destinati al teatro, un atto unico scritto a 19 anni e pubblicato a 20 grazie ad un premio vinto a Bologna, e La spada di legno, due tempi e un epilogo su Annibale, i vincitori e i vinti, quelli che uccidono e quelli che vengono uccisi. Le sue narrazioni si compendiano in raccolte di racconti, Il silenzio di Dio (Verona), con cui ha esordito nel 1967, I giorni contati, Facile dire Po, La tempesta nel bicchiere (Lodi) e Se il Po fosse Gutturnio (per i tipi dell’Editoriale Libertà, Piacenza); e due romanzi (ma l’autore li chiama romanzetti), L’anno del mai e Il bel tacer.

 

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