Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 368

Vincenzo Brandi

Conoscenza, scienza e filosofia. Profili di scienziati e filosofi della scienzada Talete alla fisica contemporanea.

ISBN 978-88-7588-269-3, 2020, pp. 512, formato 170x240 mm., Euro 30 – Collana “Divergenze” [71].

In copertina: Costruttori di una cattedrale per l'uomo, metafora del lavoro di ricerca scientifica, rilievo in pietra (XII secolo) Santa Maria, Girona (Spagna).

indice - presentazione - autore - sintesi

30,00

Questo libro contiene 125 brevi articoli che tracciano un percorso che, attraverso il profilo di alcuni uomini di scienza e di filosofi che si sono interessati di problemi connessi alla conoscenza scientifica, descrive lo sviluppo dei tentativi razionali dell’umanità di conoscere il mondo reale e materiale che ci circonda.

Ma questo libro non vuole essere una piccola enciclopedia che distribuisce pillole di sapere, tipo il famoso manuale Bignami usato da studenti, che non avendo approfondito la materia, si servivano di quei brevi riassuntini compresi nel manuale per poter affrontare un’interrogazione; né tantomeno è un testo scolastico, perché è un testo di parte, anche polemico se necessario, che procede con giudizi netti.

Esso vuole riproporre l’unico criterio valido per ogni tipo conoscenza e di ricerca della verità. Questo criterio riguarda sia la nostra conoscenza comune di tutti i giorni (come quella accessibile anche alla mitica “massaia di Vigevano” che ha fatto solo le elementari) sia la scienza più elevata. Questo criterio è quello basato sui fatti concreti accertati e sull’esperienza, cioè sui fatti che percepiamo con i sensi e che poi registriamo nella nostra mente, e su cui poi ragioniamo. Questo criterio è tanto più necessario nel mondo d’oggi in cui circolano una miriade di teorie pseudo-scientifiche fantasiose, pregiudizi e credenze irrazionali. Anche a livello dell’informazione quotidiana, abbondano notizie false o manipolate diffuse dai media a livello di massa.

Insomma questo libro vuole sostenere il punto di vista del realismo e della scienza sperimentale che ha avuto il suo esponente più famoso nel nostro Galilei, che si fidava di più di quello che vedeva nel suo cannocchiale, rispetto a quanto scritto nei testi sacri; ma anche di scienziati teorici come Newton o Einstein che non hanno mai perso di vista la realtà fisica che ci circonda. È il punto di vista anche di chi, pur non essendo scienziato, si affida al “buon senso” (il riferimento al titolo di una nota opera dell’illuminista d’Holbach non è casuale!).

Gli articoli hanno un carattere necessariamente sintetico e divulgativo in quanto scritti, sotto forma di rubrica mensile, a partire dal giugno 2011, per la rivista “La Voce del G.A.MA.DI.”, rivista mensile, inizialmente cartacea, ed ora on-line curata dall’amico Roberto Gessi.

G.A.MA.DI. (Gruppo Atei Materialisti Dialettici) è un’associazione impegnata nella divulgazione di concetti ed atteggiamenti realisti, materialisti e razionalisti, scevri da ogni suggestione di carattere irrazionalista o mitico-religioso, e da qualsiasi tentazione “idealista” (nel senso filosofico del termine), secondo cui la realtà non esiste fuori di noi, ma solo nella nostra mente. L’associazione è stata fondata dall’ex-partigiana Miriam Pellegrini Ferri e dal compianto marito Spartaco, anch’egli ex-partigiano.

Nel tratteggiare i vari profili e svolgere i vari argomenti non ci si è astenuti, quindi, dal sottoporre a forte critica le posizioni di filosofi e scienziati, anche molto famosi, che abbiano espresso posizioni idealiste (come Platone, Hegel o Benedetto Croce), o irrazionaliste (come Nietzche, Heidegger o Bergson), o che comunque contengano elementi idealistici e metafisici (come lo stesso Aristotele, Cartesio o Kant).

Una critica serrata è svolta anche a moderni filosofi, di moda, che sostanzialmente negano il carattere oggettivo della scienza sperimentale (come Popper, Kuhn, Duhem, Lakatos, Quine, Hanson, Goodman, ecc.), o “pragmatisti” (come Pierce, James e Dewey) per cui non è la verità che conta, ma il risultato. Scriveva Bertrand Russell nella sua nota Storia della filosofia occidentale che sarebbe stato meglio che molti filosofi che hanno fatto solo confusione non fossero mai esistiti. Come ex ricercatore scientifico, convinto che la conoscenza empirica e la scienza sperimentale, pur con i loro limiti, siano l’unica forma di conoscenza e verità di cui possiamo disporre, non posso non essere d’accordo con Russell.

Un particolare interesse è indicato in questo libro verso quei filosofi greci della natura (come Talete, Anassimandro, Democrito) che già 2500 anni fa inventarono una filosofia razionalista di incredibile “modernità”, operando la più grande rivoluzione culturale della storia umana, ed i filosofi, che pur tra molti errori e contraddizioni, hanno praticato filosofie realiste, materialiste ed empiriste: da Guglielmo di Occam e Bernardino Telesio, a Ruggero e Francesco Bacone, Giordano Bruno, Gassendi, Locke, Hume, Condillac, Stuart Mill, Engels, Russell, i membri del Circolo di Vienna, ecc. fino al nostro Ludovico Geymonat, della cui opera monumentale sulla Storia del pensiero scientifico e filosofico, edito da Garzanti all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, ci siamo ampiamente serviti.

Torneremo più in dettaglio su questi temi nelle conclusioni, in cui si parla anche dell’investigatore Poirot, di giudici che condannano innocenti e di schiavi incatenati in una caverna. Il lettore che non se la senta di leggere tutti i 125 articoli raccolti nel libro (che servono essenzialmente come esempi ed elementi del discorso complessivo che si è voluto costruire) possono anche saltare direttamente alle con­clusioni (salvo fare marcia indietro per affrontare argomenti specifici).

Chi intendesse fare osservazioni o chiedere spiegazioni può rivolgersi a brandienzo@libero.it o agli indirizzi mail degli amici Roberto Gessi ed Andrea Martocchia (roberto.opengates@gmail.com, ed andreamartocchia@alice.it), ed a tutto il gruppo G.A.M.A.DI. – in particolare Miriam Pellegrini Ferri (gamadilavoce@aliceposta.it), fondatrice del gruppo insieme al compianto marito Spartaco – i quali tutti ringrazio per avermi aiutato e stimolato, facendomi abbandonare la mia tradizionale pigrizia.

Rivolgo anche un pensiero a tre uomini di scienza e conoscenza, purtroppo scomparsi, che hanno fatto parte attiva del Comitato Scientifico del G.A.M.A.DI.: Mauro Cristaldi, già professore ordinario di Anatomia Comparata presso l’Università La Sapienza di Roma, Francesco De Blasi, già professore ordinario di matematica presso l’Università di Tor Vergata, e l’Arch. Bruno De Vita, già editore della TV democratica Teleambiente. Questi tre valenti pensatori, insieme all’autore di questo libro, all’Ing. Domenico Anastasia, all’astrofisico Andrea Martocchia, al Prof. Silvano Tagliagambe già collaboratore di Ludovico Geymonat, ed allo studente Federico Martino, avevano già scritto nel 2007 a più mani il libro “Materialismo dialettico e conoscenza della natura” che sollevava interessanti questioni epistemologiche.

Vincenzo Brandi

Roma, Autunno 2020

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