Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 181

Antonio Bonacchi

Che lavoro fai? ...IL VIOLINISTA! Sì, ma di lavoro?
Arte, mestiere, misteri del suonare il violino.

ISBN 978-88-7588-058-3, 2011, pp. 192, formato 140x210 mm., FUORI CATALOGO - ESAURITO

In copertina: Gabriele Natali, violino - Giovanni Lucchi, arco. Foto Lucio Ghilardi

indice - presentazione - autore - sintesi - invito alla lettura - DISPONIBILE PRESSO EDIZIONI CURCI

FUORI CATALOGO
VOLUME FUORI CATALOGO Editrice Petite Plaisance

DISPONIBILE da EDIZIONI CURCI

Prefazione

Da anni sapevo che l’amico Bonacchi stava preparando un libro dedicato alla sua e mia passione: il violino.
Periodicamente sono stato oggetto di richiesta d’informazioni, pareri, sempre finalizzate  alla redazione del testo.
Compito  arduo: la materia è sconfinata e quando mi ha presentato il frutto della fatica sua chiedendomi queste righe di presentazione, dopo aver ben più che sorriso nel leggere quanto di autobiografico appare nelle prime pagine, ho dovuto apprezzare la vastità degli argomenti trattati, sempre esposti con un entusiasmo quasi contagioso.
Tale ampiezza tendente a 360 gradi permette di trovar pagine utili ad una vasta platea di lettori.
Ritengo quindi il suo scritto un ottimo non men che prezioso momento di riflessione: il profano, il neofita, l’appassionato fino al professionista compreso, potranno trovare numerosi  stimoli per ripensare le proprie esperienze, stimoli di cui troppo spesso perdiamo lo slancio.

Marco Fornaciari

Introduzione

Ci sono in commercio molti libri che si occupano di strumenti ad arco e più in particolare del violino, alcuni con bellissime illustrazioni di esemplari che solo i più bravi e fortunati potranno suonare, altri pieni di teoria e consigli sulla tecnica, altri ancora ricchissimi di nomi e cronologie nonché biografie di liutai e violinisti, ma spesso le notizie utili che si possono raccogliere per il quotidiano svolgersi della professione sono poche e frammentarie. Per “notizie utili” intendo quello che in pratica ogni strumentista dovrebbe conoscere per poter svolgere con competenza e tranquillità la propria arte.
L'esperienza è sicuramente magistra vitae, ma la conoscenza può abbreviare qualche percorso, ecco perché dopo venti anni di peripezie ed esperienze a volte fallimentari (anche se comunque educative) ho deciso di portare il mio modesto contributo a coloro che si accingono a suonare uno strumento ad arco, e forse qualche suggerimento potranno trovarlo anche coloro che già lo suonano.
Durante questi anni mi sono reso conto di quante cose siano a molti sconosciute e si rivelino invece assai utili in tante circostanze della professione di strumentista.
Fra gli argomenti trattati in queste pagine potrete trovare: come scegliere e montare correttamente le corde, come pulire il violino, cosa si può ma soprattutto cosa si deve poter chiedere ad un liutaio o archettaio, ed altro ancora, insomma quello che il Conservatorio non ha avuto il tempo o il modo di insegnarvi.
Spero vorrete perdonarmi se a volte mi sono dilungato troppo su particolari tecnici o se affronto argomenti che non vi interessano minimamente; tutti possiamo imparare, mio nonno, improvvisatore bucolico estemporaneo, diceva in una sua massima: “… sono un poeta che a cantar m'ingegno, dai bravi imparo, a chi 'un sa… gl'insegno!”
Questa l’ho già detta, lo so.

Antonio Bonacchi

Postfazione

Mi sono avvicinato al mondo dei violini frequentando le orchestre, i conservatori e le scuole di musica, ho conosciuto molti maestri ed allievi, ho visto i loro strumenti ed ho ascoltato la loro musica, un mondo fatto di mille problemi, idee e pensieri diversi, spesso paradossali o contraddittori. Impossibile tracciare un filo rosso che leghi tutte le esperienze, un po’ come nella medicina, in cui ogni paziente rappresenta un caso a se stante. Non di rado gli allievi, anche di corsi avanzati, crescono portandosi dietro lacune e luoghi comuni talvolta difficili da correggere per un liutaio che abbia l’intento di dare una informazione corretta. Anche il mondo della liuteria non è meno vario e contraddittorio, le scuole di pensiero si moltiplicano, si incrociano e sono in costante evoluzione. Ma fortunatamente le esperienze di grandi liutai, uno tra tutti Fernando S. Sacconi, con alle spalle una infinita esperienza sugli strumenti classici cremonesi, hanno segnato il cammino ed ancora oggi sono il nostro riferimento. All’amico Antonio Bonacchi, ho tentato di fornire gli elementi essenziali che contraddistinguono la liuteria contemporanea, che avvalendosi anche della ricerca scientifica, può finalmente andare oltre i tanti, troppi, luoghi comuni che hanno caratterizzato il mondo dei violini fino ad oggi. Spero che gli allievi, i musicisti e i liutai, abbiano chiuso l’ultima pagina di questo libro certi di una consapevolezza maggiore riguardo i loro strumenti, e comunque desiderosi di andare oltre, di saperne di più, di allargare i limiti delle loro conoscenze. Perchè l’indomani ci aspetta già qualcosa di diverso rispetto a ciò che oggi si ritiene certo e sicuro. Il merito di Antonio Bonacchi, pur con la sua esperienza di decenni come violinista, è stato quello di avvicinarsi alla liuteria con la curiosità e l’ingenuità di un allievo del primo anno, abbiamo parlato molto di legni e di vernici, di modelli e di forme, mi ha chiesto molte spiegazioni dimostrando un interesse sincero e mi ripeteva le cose per essere sicuro di aver capito bene. Come ogni lavoro, anche questo non è sicuramente scevro da pecche, ma quel che ci preme di più è che al lettore sia rimasto un po’ del calore della nostra passione.

Claudio Rampini

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